La Commissione Europea, con lettera di costituzione in mora n. 2018/2273, ha segnalato che alcune disposizioni del d.lgs. n. 50/2016 risultano non conformi alla normativa eurounitaria in materia di appalti pubblici e concessioni di cui alle direttive 2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE. Tale lettera di messa in mora, cui il Governo potrà replicare entro due mesi, si inserisce in un articolato procedimento di infrazione che potrebbe portare all’adozione di sanzioni nei confronti dell’Italia per violazione del diritto eurounitario e potrebbe costituire un’ulteriore spinta verso una nuova modifica del Codice dei contratti pubblici.

Le osservazioni riguardano, in particolar modo, la violazione delle norme sui limiti del subappalto (nessun limite del 30% è previsto nelle direttive europee), le limitazioni all’istituto dell’avvalimento (il divieto di avvalimento a cascata, ad esempio, non appare contemplato nelle norme europee) e i motivi di esclusione (nella parte in cui si prevede che le inadempienze nel pagamento di imposte, tasse e contributi previdenziali debbano essere accertate in via definitiva con sentenze o atti amministrativi non soggetti ad impugnazione).