Subappalto – Limiti, nuova rimessione alla Corte di Giustizia UE

La VI Sezione del Consiglio di Stato, con ordinanza n. 3553 dell’11 giugno, ha rimesso alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea una questione riguardante i limiti previsti per il ricorso al subappalto nella normativa contenuta all’art. 118, commi 2 e 4, dell’ormai previgente d.lgs. n. 163/2006. In particolare, la Corte di Giustizia dovrà vagliare la compatibilità del limite del 30% dell’importo complessivo del contratto e del limite del 20% del ribasso applicabile ai subappaltatori con gli artt.  49 e 56 TFUE, gli artt. 25 della Direttiva 2004/18/CE e 71 della Direttiva 2014/24/UE, che non contemplano limitazioni per quanto concerne la quota subappaltatrice e il ribasso da applicare ai subappaltatori, nonché con il principio eurounitario di proporzionalità.

Si ricorda che il T.A.R. Lombardia, con ordinanza n. 148 del 19 gennaio, aveva precedentemente rimesso alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea una questione pregiudiziale pressoché analoga, relativa ai limiti per il subappalto di lavori come previsti all’art. 105, comma 2, del nuovo Codice dei contratti pubblici di cui al d.lgs. n. 50/2016.

Subappalto – Terna di subappaltatori, esclusione dalla gara

La I Sezione del T.A.R. Sicilia, Palermo, con sentenza n. 1096 del 17 maggio, ha chiarito che, una volta fornita la terna di possibili subappaltatori, è sufficiente a evitare l’esclusione che almeno uno dei tre soggetti indicati risulti qualificato e abbia i requisiti per eseguire i lavori subappaltati, ovvero che il concorrente dichiari di rinunciare al subappalto, avendo i requisiti per eseguire in proprio le prestazioni. È, pertanto, illegittimo il provvedimento di esclusione motivato con riferimento al fatto che due dei tre subappaltatori indicati risultino privi di idonea qualificazione e che il concorrente si sia dichiarato nell’oggettiva impossibilità di sostituirli.

Offerte anomale – Criterio del prezzo più basso, “fattore di correzione”, “taglio delle ali”

La V Sezione del Consiglio di Stato, con ordinanza n. 3472 dell’8 giugno, ha rimesso all’Adunanza Plenaria una questione relativa alla corretta interpretazione dell’art. 97, comma 2, lett. b), d.lgs. n. 50/2016, nella parte in cui si fa riferimento ai “concorrenti ammessi” per il computo del c.d. ”fattore di correzione”, per stabilire se vi rientrano anche i concorrenti le cui offerte sono state escluse per il calcolo del c.d. taglio delle ali. Secondo una prima tesi, condivisa dalla Sezione e maggiormente improntata a un’interpretazione letterale, se il legislatore avesse voluto escludere le offerte che residuano dopo il taglio delle ali, oltre che nel calcolo della media, anche nella determinazione del fattore di correzione della media stessa, lo avrebbe esplicitato. Secondo la tesi opposta, invece, anche per la determinazione del fattore di correzione non dovrebbero essere considerate le offerte previamente escluse in virtù del c.d. taglio delle ali.

Ricorso incidentale – Ordine di esame tra ricorso principale e ricorso incidentale

L’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato, con sentenza n. 8 del 18 maggio, ha precisato che, sebbene di norma il ricorso incidentale escludente debba essere esaminato prima del ricorso principale, è altrettanto vero che la questione attinente alla corretta notificazione del ricorso principale deve in ogni caso ritenersi prioritaria. È evidente, infatti, che, dalla risoluzione di tale questione, dipende la corretta costituzione del rapporto giuridico processuale e che l’esame del ricorso incidentale presuppone la regolare instaurazione del giudizio.

R.T.I. – Corrispondenza tra qualificazione posseduta e prestazioni eseguite

La V Sezione del Consiglio di Stato, con sentenza n. 3623 del 13 giugno, ha affermato che, anche a seguito dell’abrogazione dell’art. 37, comma 13, d.lgs. n. 163/2006, che stabiliva il principio di corrispondenza tra quote di partecipazione al raggruppamento e quote di esecuzione delle prestazioni, permane comunque la necessità che ciascun partecipante al R.T.I. sia qualificato per la parte di prestazioni che si impegna a eseguire.

Cause di esclusione – Gravi illeciti professionali, esclusione da una precedente gara di appalto

La VI Sezione del T.A.R. Campania, Napoli, con sentenza n. 3265 del 17 maggio, ha chiarito che non comporta la violazione dell’obbligo di dichiarazione di illeciti professionali ex art. 80, comma 5 lett. c), d.lgs. n. 50/2016, l’omessa dichiarazione da parte del concorrente di una precedente esclusione da analoga gara bandita da altro Comune, basata su un’asserita falsa attestazione della regolarità contributiva, trattandosi di fattispecie estranea all’illecito professionale nella fase esecutiva di un pregresso contratto di appalto cui la norma si riferisce.

Appalti sotto soglia – Invito all’affidatario uscente, principio di rotazione

La I Sezione del T.A.R. Sardegna, con sentenza n. 492 del 22 maggio, ha precisato che, negli appalti sotto soglia, il principio di rotazione fa sì che l’invito all’affidatario uscente rivesta carattere eccezionale e debba essere adeguatamente motivato, avuto riguardo al numero ridotto di operatori presenti sul mercato, al grado di soddisfazione maturato a conclusione del precedente rapporto contrattuale, ovvero all’oggetto e alle caratteristiche del mercato di riferimento.